Since 2016, the Biennale Urbana (BUrb) has overseen the reuse of the former Pepe barracks on the Lido of Venice, a public property managed by the State Property Agency in a state of neglect since the late 90s. The process of reuse of the Pepe Barracks represented an emerging reality relevant to the Venetian context, an ecosystem of relationships between the local and the international dimension, in the cultural field, education and urban experimentation.

The experience ended suddenly in July 2019; the new national political context and the consequent change in the top management of the State Agency led to the closure of the experimental “temporary use” program and favored new subjects in the management of the property. The result of these choices was the emptying of all the social and cultural functions of the barracks which today appears again in a state of abandonment and oblivion.

In reaction to the unexpected closure of the experience itself and in the condition of social distancing imposed during the explosion of the Covid-19 Pandemic, BUrb, together with the digital artist Michele Bohm and the company that directs Codenrama, decided to start the EPEP project.

EPEP arises from the intersection between different languages; that of gaming, architectural relief and political action. EPEP is an act of reproduction and care, it is a remediated experience, it is an artistic gesture in reparation for a loss, it is a journey into a ruin, it is a political and aesthetic gesture of re-appropriation through the mechanisms of digital experience and video games, it’s a document and an archive to resist oblivion.

All these aspects intertwine the desire to continue to keep the experience alive over time and start a series of reflections on:

First, the re-appropriation of the space through its reproduction in a digital model and subsequent distribution to the public. The process of relief and reproduction converges in the process of re-appropriation, in a double sense: antagonistic to the expulsion from space and as a caring action.

Second, the virtualization as a “melancholy project” will be crossed by a constant tension between archival love and re-enactment, between written object and vital residue. The virtualization of the experience in EPEP can be understood as processing the loss and attempting to reposition physical and memory through a critical work of documentation.

The presentation of the EPEP project took place with the opening of the 17. International Architecture Exhibition “How will we live together?” with the launch of the epep.space website dedicated to the project and a first and unprecedented action of crossing the virtual environment transmitted in streaming through the twitch.tv platform on the channel https://www.twitch.tv/buurrb

From September will be EPEP-Playthroughs, or a series of performances and walkthrough by different invited players. In the Video Game Terminology, walkthrough refers to a textual or audiovisual document specifically created to familiarize the user with the settings of a specific video game. In other words, it is an illustrated guide to non-existent places. For EPEP-Playthroughs some players will be invited to explore different environmental storytelling and to perform through different media and platforms.

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Dal 2016 Biennale Urbana (BUrb) ha curato il progetto d’uso temporaneo dell’ex Caserma Pepe al Lido di Venezia, bene pubblico gestito dall’Agenzia del Demanio, in stato di abbandono dalla fine degli anni ’90. Il processo di riuso della struttura militare ha rappresentato una realtà emergente inedita per il contesto veneziano, un ecosistema di relazioni locali e internazionali, in ambito culturale, educativo e di sperimentazione urbana. Nel 2018 grazie alla collaborazione tra BUrb e lo studio di architettura Encore Heureux – curatore del padiglione francese alla Biennale di Venezia “Free Space”- è stata sviluppata “Esperienza Pepe” un progetto di intersezione e scambio tra l’istituzione culturale Biennale e il contesto veneziano.

Esperienza Pepe si è conclusa improvvisamente nel luglio 2019; il nuovo contesto politico nazionale e il conseguente cambio di Direzione dell’Agenzia Statale determinò di fatto la chiusura del programma sperimentale su gli “usi temporanei” favorendo altri soggetti nella gestione della proprietà e l’avvio di una controversa procedura di valorizzazione del bene. Queste scelte hanno decretato la fine di tutte le funzioni sociali e culturali della caserma che oggi si trova, ancora una volta, in uno stato di abbandono e di oblio.

In reazione alla chiusura inaspettata dell’esperienza stessa e nella condizione di distanziamento sociale imposta durante l’esplosione della Pandemia di Covid-19, BUrb, insieme all’artista digitale Michele Böhm e alla società Codenrama da lui diretta, hanno deciso di avviare il progetto EPEP.

EPEP nasce dall’intersezione tra differenti linguaggi; quello del gaming, del rilievo architettonico e dell’azione politica. EPEP è un atto di riproduzione e di cura, è un’esperienza ri-mediata, è un gesto artistico in riparazione ad una perdita subita, è un viaggio in una rovina, è un gesto politico ed estetico di riappropriazione attraverso i meccanismi dell’esperienza digitale, è un documento e un archivio per resistere all’oblio.

Tutti questi aspetti intrecciano la volontà di continuare a mantenere viva l’esperienza nel tempo attraverso una serie di riflessioni:

La prima sulla riappropriazione della caserma Pepe attraverso la sua riproduzione in un modello digitale in cui il processo di rilievo e di riproduzione convergono nel processo di riappropriazione, in un doppio senso: antagonista all’estromissione dallo spazio e come azione di cura.

La seconda sulla documentazione dell’esperienza di riuso dell’ex caserma Pepe come progetto melanconico attraversato da una costante tensione tra l’amore archivistico e la rievocazione, tra oggetto scritto e residuo vitale. La virtualizzazione dell’esperienza in EPEP si può intendere come elaborazione della perdita e tentativo di riposizionamento fisico e della memoria attraverso un lavoro critico di documentazione.

La presentazione del progetto EPEP si è svolta in concomitanza con l’apertura della 17.Mostra Internazionale di Architettura “How will we live together?” con il lancio del sito internet epep.space dedicato al progetto e da una prima ed inedita azione di attraversamento dell’ambiente virtuale trasmessa in streaming attraverso la piattaforma twitch.tv sul canale https://www.twitch.tv/buurrb

A partire da settembre verrà presentato il programma Playthroughs: una serie di performances e attraversamenti realizzati da differenti player invitati. Nel gergo videoludico, infatti, con Playthroughs ci si riferisce a un documento testuale o audiovisivo creato appositamente per far familiarizzare l’utente con le ambientazioni di uno specifico videogioco. Si tratta, in altre parole, di una guida illustrata di luoghi inesistenti. Per EPEP-Playthroughs alcuni giocatori saranno invitati a esplorare diverse narrazioni ambientali e ad esibirsi attraverso diversi media restituiti sulle piattaforme Twitch, Youtube.